Oltre l’emergenza, proposte per la città di Milano
domenica 10 maggio alle 16.30 alle 19.30
Evento pubblico e gratuito
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Puoi scaricare qui il programma completo in PDF
La scuola che sarà ci riguarda. Proposte per la città di Milano
C’è una tendenza crescente a considerare la riapertura delle scuole come un insieme di problemi puramente tecnici. Noi vogliamo mettere a disposizione le nostre esperienze e competenze per proporre un percorso partecipativo e orientato al futuro: un insieme di visioni e pratiche, è questo che ci appare oggi necessario ed è su questo che vogliamo lavorare, con l’obiettivo di indicare sia gli indirizzi sia gli strumenti utili. Dato che la scuola è uno dei terreni principali su cui si gioca la democrazia e la vita della comunità, nonché la prima occasione di comunità e cittadinanza, abbiamo l’ambizione di contribuire ad allargare la partecipazione a questo percorso, in un’ottica di corresponsabilità, a partire dalla città di Milano, mettendo a punto un documento da offrire all’Amministrazione.
Ci incontreremo in un evento pubblico on line, domenica 10 maggio alle 16.30, per presentare proposte concrete che consegneremo all’Amministrazione milanese.
Parteciperanno docenti, pedagogisti, medici, dirigenti scolastici, architetti, educatori, esperti nell’ambito della scuola per costruire questo documento insieme, per una scuola di tutti e tutte.
Si ringrazia ALTAVIA per la collaborazione
GLI AMBITI DI DISCUSSIONE
La scuola di tutti e tutte non è un problema tecnico
La salute è un sistema complesso, la salute è una opportunità.
Ripensare gli spazi della scuola
Risorse umane necessarie e competenze differenziate.
1)La scuola di tutti e tutte non è un problema tecnico
Ore 16.30 -17.10
| Antonella Meiani (chair) | Maestra Istituto Comprensivo Giacosa |
| Cesare Moreno | Presidente Maestri di strada, Napoli |
| Milena Piscozzo | Dirigente istituto Comprensivo Riccardo Massa |
| Raffaele Mantegazza | Professore Associato di Pedagogia Interculturale presso Università di Milano Bicocca |
| Miriam Petruzzelli | Docente di sostegno secondaria di primo grado, IC Madre Teresa di Calcutta |
| Federica Lucchesini | Docente Scuole Superiore di primo grado – MCE’ |
La scuola di tutti è un obiettivo irrinunciabile. L’occasione del cambiamento “obbligatorio” può conciliarsi con il cambiamento voluto, auspicabile, utile ai bambini e alle bambine.
La scuola dell’emergenza ha stravolto la vita delle persone, ma soprattutto di quelle famiglie e di quei bambini e ragazzi che hanno più bisogno di scuola, isolati nella didattica a distanza, con un prezzo umano e sociale altissimo che dev’essere nostra cura riparare al più presto.
I problemi da affrontare durante e dopo l’emergenza Covid non riguardano solo la dotazione tecnologica posseduta dagli studenti né le competenze digitali, ma piuttosto la concezione di scuola che va ritrovata e nutrita per essere ciò che deve essere: lo spazio a misura di bisogni educativi differenti, dove si apprende a essere comunità.
Il Covid 19 è un acceleratore di domande sociali e il welfare deve rispondere in una logica di corresponsabilità tra scuola ed extra-scuola; in assenza di scelte politiche adeguate, le ricadute già evidenti di questa emergenza, potrebbero diventare fratture difficilmente sanabili.
Anche nel contesto milanese, un buon numero di bambini e bambine, ragazze e ragazzi si è ritrovato sganciato dalla scuola e dalla propria comunità di riferimento. Un dato allarmante che si aggiunge a quello già alto della dispersione scolastica e verso il quale ci si deve attrezzare per intervenire con ogni strumento possibile.
Di fatto tanti soggetti non possono accedere alla DaD, altri non possono fare a meno di una scuola della vicinanza. Ma anche se tutti ne avessero la possibilità, è essenziale che sia la relazione educativa a determinare le scelte didattiche e che renda quindi efficace ogni processo di apprendimento.
La scuola che riaprirà in condizioni di sicurezza, tutte da costruire, non potrà essere una scuola in cui si mantengono distanze disumane. Un gruppo classe non può essere un gruppo di bambini isolati gli uni dagli altri.
2)La salute è un sistema complesso, la salute è una opportunità.
Ore 17.10 -17.45
| Nicola Iannacone (chair) | Psicologo del Sevizio Sanitario Pubblico, si occupa di promozione della salute nelle scuole |
| Anna Maria Caruso | Garante dei diritti per l’infanzia e l’adolescenza del Comune di Milano |
| Vittorio Agnoletto | Medico, docente di Globalizzazione e politiche della salute all’Università’ Statale di Milano. |
| Ivano Gamelli | Docente Pedagogia del Corpo – Università degli Studi Milano Bicocca |
| Gabriella Fontana | Maestra Istituto Comprensivo Locchi |
| Norberto Cesarani | Medico infettivologo ASST Bergamo Ovest |
“La promozione della salute in un contesto scolastico può essere definita come qualsiasi attività intrapresa per migliorare e/o proteggere la salute e il benessere di tutta la comunità scolastica. Si tratta di un concetto più ampio di quello di educazione alla salute e comprende le politiche per una scuola sana, l’ambiente fisico e sociale degli istituti scolastici, i legami con i partner (comuni, associazioni, servizi sanitari…).” [Dors, 2012].
Il primo atto per il contenimento e la gestione dell’epidemia è stata la chiusura delle scuole.
L’attuale emergenza sanitaria ha posto in rilievo il tema della salute come una priorità per la scuola.
La scuola è così chiamata ad affrontarlo sotto diversi aspetti:
-nell’immediato, su come gestire la fine dell’attuale anno scolastico;
-nel breve periodo, su come convivere con il COVID 19;
-nel lungo periodo, su come prevedere la gestione di emergenze sanitarie simili nel futuro, riducendone il più possibile l’impatto negativo sul funzionamento.
La salute non è solo un’opportunità e una necessità per il successo scolastico è un elemento formativo e fondante della scuola stessa.
Per affrontare adeguatamente il superamento di questa emergenza sarà necessario articolare educazione e salute, formazione e salute, a partire da un approccio globale, che investe le politiche sugli spazi, sul territorio, e la capacità di incoraggiare la consapevolezza individuale in materia di salute.
-Fino a che punto il bisogno di sicurezza può condizionare la scuola? Non può essere invece la scuola a provocare soluzioni innovative per garantire la sicurezza?
-Come devono cambiare gli spazi scolastici perché la scuola sia luogo di prevenzione oltre che di sicurezza?
-Quali cambiamenti sono indispensabili in una scuola che promuova salute? Come può cambiare la progettualità della scuola per mettere in stretta relazione educazione e salute, formazione e salute?
3) Ripensare gli spazi della scuola
Ore 17.45 – 18.45
| Micaela Bordin (chair) | Architetto, Alterstudio Partners, docente Politecnico di Milano |
| Alessio Battistella | Architetto, presidente di Arcò, docente NABA |
| Stefano Laffi | Sociologo presso Codici, Milano |
| Gabriele Pasqui | Docente di politiche urbane al Politecnico di Milano, coordinatore del Progetto “Fragilità territoriali” del Dipartimento di Architettura e Studi Urbani. |
| Paolo Limonta | Maestro Istituto Comprensivo Giacosa e Assessore all’edilizia scolastica del Comune di Milano |
| Fabio Degani (chair) | Progettista sociale, Stripes cooperativa sociale onlus |
| Silvia Pareti | Mic Fondazione Cineteca Italiana -Responsabile progetti speciali |
| Elisa Roson | Cooperativa Tempo per l’infanzia, coordinatrice progetto Doors |
| Antonella Piccolo | Cooperativa Tempo per l’infanzia, coordinatrice progetto Doors |
| Rossana Di Fazio | co-fondatrice Enciclopediadelledonne.it e curatrice ‘8pagine freepress per ragazz* di tutti i generi’ |
| Claudio Calvaresi | Urbanista, Avanzi sostenibilità per azioni. |
| Francesco Muraro | Dirigente Istituto Comprensivo Giacosa |
| Camilla Notarbartolo | Bibliotecaria |
Alla riapertura la scuola dev’essere pronta per tutti e per tutto il tempo necessario. La didattica a distanza non può sostituire la scuola.
Il problema degli spazi ci fa intravedere una moltiplicazione interessante dei luoghi della scuola. Possiamo organizzare degli spazi sicuri per l’apprendimento in luoghi all’aperto e al chiuso diversi dagli istituti scolastici. È l’occasione di sperimentare nuovi spazi-scuola che incoraggino l’esercizio di cittadinanza dei più piccoli, l loro “visibilità” pubblica e dunque anche la definizione di una città amica di bambine e bambini.”
La necessità di ridimensionare i gruppi/classe può suggerire soluzioni che comprendono vari tipi di intervento a seconda dei territori e delle zone:
- mappatura degli spazi scolastici nell’ottica di una ridefinizione degli spazi;
- mappatura degli spazi destinati alle attività sussidiarie, centri di aggregazione giovanile, doposcuola, piscine, palestre, parrocchie e comunità religiose non cattoliche, chiostri, alcuni giardini condominiali o pubblici, alcune piazze;
- mappatura delle sedi di associazioni e cooperative sociali che lavorano già come interlocutori delle scuole e che sono a tutti gli effetti educatori;
- mappatura degli spazi pubblici – musei, teatri – che possono riconvertirsi in parte come sedi educative;
- soluzioni architettoniche, con la possibilità di realizzare nuovi prototipi, elementi modulari componibili o assemblabili realizzati con materiali naturali, soluzioni duttili capaci di innestarsi su edifici esistenti o in parchi e giardini come nuove “aule”.
Questa progettualità innesca il superamento positivo di quell’idea di scuola che confina allievi e allieve dietro un banco in una obbligata frontalità, e l’esperienza delle molte alternative che oggi sono lasciate solo all’iniziativa individuale dei docenti.
-Quali sono le priorità nell’adattamento degli spazi per garantire sicurezza e nel contempo felicità? Sono necessari nuovi spazi o solo spazi adattati?
-Quali garanzie devono offrire gli spazi alternativi perché siano veri e propri ambienti di apprendimento, in cui insegnanti educatori e bambini si sentano soggetti di un progetto e non oggetti di una strategia dell’emergenza?
-La necessità di dividere un gruppo classe può sottrargli la forza di essere il primo modello di comunità: come garantiamo a bambini e ragazzi che la scuola rimanga il luogo dell’identità di gruppo, il luogo dove si diventa cittadine e cittadini?
4) Risorse umane necessarie e competenze differenziate.
Ore 18.45 – 19.30
| Annabella Coiro (chair) | Formatrice e referente dei progetti educativi del Centro di Nonviolenza Attiva di Milano |
| Cesare Rivoltella | Professore Ordinario di Didattica Generale e Tecnologie dell’Istruzione presso Università Cattolica di Milano |
| Sabina Banfi | Direttrice Area Sevizi Scolastici ed Educativi del Comune di Milano |
| Silvio Tursi | Presidente cooperativa tempo per l’infanzia |
| Sonia Coluccelli | Maestra e responsabile formazione per Fondazione Montessori Italia, membro del direttivo della Rete di Cooperazione Educativa |
| Jessica Merli | Segreteria Generale FLC CGIL di Milano |
| Manfredo Tortoreto | Dirigente Istituto Comprensivo Cardarelli-Massaua – presidente Rete EDUMANA |
| Daniele Novara | Pedagogista, Direttore CPP – Centro PsicoPedagogico per l’educazione e la gestione dei conflitti. |
La necessità di ridimensionare i gruppi/classe si può soddisfare solo in presenza di organici completamente attivati, dagli insegnanti ai tecnici, dai dirigenti ai commessi.
Non è pensabile che le cattive abitudini organizzative delle sostituzioni e della divisione in classi, frutto di situazioni di “malascuola”, siano compatibili con le esigenze di sicurezza sia dei bambini sia dei lavoratori.
L’emergenza ha evidenziato l’importanza dei linguaggi e dei momenti espressivi come parti integranti dell’educazione. Il terzo settore in questo senso si profila come referente privilegiato che ha sostenuto in questa circostanza – come negli ultimi anni – le attività espressive, il sostegno allo studio, il lavoro sociale, la presa in carico dei tanti bambini “invisibili”.
Mettere in campo in modo organico queste competenze differenziate è un lavoro sperimentale e necessario che suggerisce una visione ampia degli attori educativi.
Il progetto della scuola che verrà potrà e dovrà contare su questi soggetti non in termini di “fornitura” di servizi, né delegando, ma dando vita a sinergie concrete in termini di co-progettazione e corresponsabilità.
-I numeri condizioneranno la riapertura e il futuro della scuola. Quanti insegnanti, educatori, segretari, collaboratori scolastici, sono necessari a garantire la scuola sicura di tutti?
-Quali strategie e strumenti per limitare l’abbandono scolastico, aggravato nell’emergenza da un pericoloso affiancamento della povertà culturale a quella economica?
-Bambini molto piccoli (0-6 anni), bambini e ragazzi stranieri neo-arrivati in Italia, bambini e ragazzi con disabilità o con gravi disagi socio-economici escono provati dall’emergenza: come li accogliamo e ne tuteliamo i diritti nella scuola della riapertura e oltre?
RELATRICI/RELATORI
Le persone che abbiamo pensato di coinvolgere in questo primo appuntamento sono tra i promotori e i firmatari del Manifesto Umanità o Indifferenza o persone che riteniamo potrebbero sostenere concretamente le aree tematiche che lo compongono.
Hanno confermato
| Alessio Battistella | Architetto, presidente di Arcò, docente NABA |
| Anna Maria Caruso | Garante dei diritti per l’infanzia e l’adolescenza del Comune di Milano |
| Annabella Coiro | Responsabile formazione rete EDUMANA e referente dei progetti educativi del Centro di Nonviolenza Attiva di Milano |
| Antonella Meiani | Maestra Istituto Comprensivo Giacosa |
| Antonella Piccolo | Cooperativa Tempo per l’infanzia, coordinatrice progetto Doors |
| Camilla Notarbartolo | Bibliotecaria |
| Cesare Moreno | Presidente Maestri di strada, Napoli |
| Cesare Rivoltella | Professore Ordinario di Didattica Generale e Tecnologie dell’Istruzione presso Università Cattolica di Milano |
| Claudio Calvaresi | Urbanista, Avanzi sostenibilità per azioni. |
| Daniele Novara | Pedagogista, Direttore CPP – Centro PsicoPedagogico per l’educazione e la gestione dei conflitti. |
| Elisa Roson | Cooperativa Tempo per l’infanzia, coordinatrice progetto Doors |
| Fabio Degani | Progettista sociale, Stripes cooperativa sociale onlus |
| Federica Lucchesini | Docente Scuole Superiore di primo grado – MCE |
| Francesco Muraro | Dirigente Istituto Comprensivo Giacosa |
| Gabriele Pasqui | Docente di politiche urbane al Politecnico di Milano, coordinatore del Progetto “Fragilità territoriali” del Dipartimento di Architettura e Studi Urbani. |
| Gabriella Fontana | Maestra Istituto Comprensivo Locchi |
| Ivano Gamelli | Docente Pedagogia del Corpo – Università degli Studi Milano Bicocca |
| Jessica Merli | Segreteria Generale FLC CGIL di Milano |
| Manfredo Tortoreto | Dirigente Istituto Comprensivo Cardarelli-Massaua – presidente Rete EDUMANA |
| Micaela Bordin (chair) | Architetto, Alterstudio Partners, docente Politecnico di Milano |
| Milena Piscozzo | Dirigente istituto Comprensivo Riccardo Massa |
| Miriam Petruzzelli | Docente di sostegno secondaria di primo grado, IC Madre Teresa di Calcutta |
| Nicola Iannacone | Psicologo del Sevizio Sanitario Pubblico, si occupa di promozione della salute nelle scuole |
| Norberto Cesarani | Medico infettivologo ASST Bergamo Ovest |
| Paolo Limonta | Maestro Istituto Comprensivo Giacosa e Assessore all’edilizia scolastica del Comune di Milano |
| Raffaele Mantegazza | Professore Associato di Pedagogia Interculturale presso Università di Milano Bicocca |
| Rossana Di Fazio | co-fondatrice Enciclopediadelledonne.it e curatrice ‘8pagine freepress per ragazz* di tutti i generi’ |
| Sabina Banfi | Direttrice Area Sevizi Scolastici ed Educativi del Comune di Milano |
| Silvia Pareti | Mic Fondazione Cineteca Italiana -Responsabile progetti speciali |
| Silvio Tursi | Presidente cooperativa tempo per l’infanzia |
| Sonia Coluccelli | Maestra e responsabile formazione per Fondazione Montessori Italia, membro del direttivo della Rete di Cooperazione Educativa |
| Stefano Laffi | Sociologo presso Codici, Milano |
| Vittorio Agnoletto | Medico, docente di Globalizzazione e politiche della salute all’Università’ Statale di Milano. |




